Home » La CAA

La CAA

Il termine Comunicazione Aumentativa Alternativa o CAA (in inglese Augmentative and Alternative Communication o ACC) indica l'insieme di quelle tecniche, strategie e conoscenze in grado di facilitare e aumentare la comunicazione delle persone con difficoltà nell'uso dei più comuni canali comunicativi, soprattutto del linguaggio orale e della scrittura.

Attraverso questo nuovo modo di interagire, vengono create le condizioni più idonee perchè la persona con difficoltà comunicative possa comunicare in modo efficace e tradurre il proprio pensiero in una serie di segni comprensibili per l’interlocutore. Il percorso parte dai bisogni comunicativi della persona e gli strumenti che vengono forniti sono adattati alle sue esigenze, flessibili e modificabili nel tempo, parallelamente all’evoluzione della persona in tutti i suoi aspetti. 
Si definisce “aumentativa” perchè non sostituisce, ma incrementa le possibilità comunicative della persona e “alternativa” perchè utilizza modalità di comunicazione alternative e diverse da quelle tradizionali. 
Questo approccio innovativo crea reali opportunità di interazione per le persone che la utilizzano perchè coinvolge tutto il loro ambiente di vita.

ISAAC

L’acronimo AAC fu coniato negli Stati Uniti nel 1983, con la costituzione dell’International Society for Augmentative and Alternative Communication (ISAAC), un’organizzazione non governativa nata per migliorare la vita di bambini e adulti con bisogni comunicativi complessi (complex communication needs) o BCC. Oggi, lo scopo di ISAAC è di sostenere le persone che utilizzano la CAA e le loro famiglie. Inoltre, l’intento principale dell’associazione è di accrescere la consapevolezza sul ruolo fondamentale svolto dalla CAA nell’aiutare le persone con disabilità verbale e di incoraggiare lo scambio internazionale delle informazioni attraverso pubblicazioni (un foglio informativo interno, l’ISAAC Bulletin, e una rivista scientifica sulla CAA) e grazie all’organizzazione di conferenze biennali, che si tengono, alternativamente, in Europa e in America. Tutto ciò contribuisce alla diffusione delle attuali conoscenze nel settore e alla promozione della ricerca su nuovi metodi e tecnologie.

La sede di ISAAC è in Canada, a Toronto, ma esistono 15 Chapters (sezioni) in tutto il mondo. La sezione italiana, ISAAC Italy, fu fondata nel 2002 e, dal 2003, è un’associazione ONLUS. Oggi ISAAC conta più di 3600 membri in 62 paesi. Tra questi, vi sono persone che utilizzano la CAA, le loro famiglie, terapisti, insegnanti, ricercatori, associazioni di volontariato, produttori e professionisti della riabilitazione.

Sito ISAAC: https://www.isaac-online.org/english/home/

Sito ISAAC Italy: http://www.isaacitaly.it/

Storia di ISAAC e della CAA

La creazione di ISAAC è il risultato di un percorso che iniziò negli anni ’50. In quegli anni, i progressi della medicina aumentarono i casi di bambini sopravvissuti a nascite premature e di adulti rimasti in vita a seguito di ictus e malattie simili. Per molti di loro, i traumi determinavano gravi disabilità motorie e aumentava, in tal modo, il numero delle persone impossibilitate a comunicare attraverso il linguaggio orale. Le tecniche riabilitative adottate nei confronti di tali persone miravano al ripristino di tale linguaggio. Visti i risultati frustranti, si cominciarono a cercare forme alternative di comunicazione che si basassero su simboli e immagini. La crescente accettazione della disabilità, conosciuta tra il 1960 e il 1970, portò a un aumento della ricerca nel campo delle modalità di comunicazione diverse dal linguaggio orale. Il sistema grafico creato da Charles Bliss, fondato su simboli che facevano riferimento al significato e non alla fonetica, cominciò a diffondersi in tutto il mondo, ottenendo risultati molto soddisfacenti: tale tipo di linguaggio veniva appreso con facilità e permetteva l’espressione di concetti anche molto complessi. Nel frattempo, cominciava a svilupparsi l’idea che la tecnologia potesse porre rimedio alla disabilità comunicativa: ad esempio, furono ideate macchine da scrivere adattate per la comunicazione. 
Nonostante molte persone continuassero a sostenere che l’uso di modalità diverse bloccava una possibile acquisizione del linguaggio orale, le ricerche nel campo della linguistica portarono nuovi stimoli alla comunicazione alternativa, cominciando a concentrarsi maggiormente sulla funzione anziché sulla forma dell’atto comunicativo: il linguaggio cominciò a essere considerato come un mezzo per raggiungere il fine della comunicazione. Mentre venivano pubblicati libri, articoli e testi in generale, tra il 1980 e il 1982, a Toronto, si tennero le prime conferenze internazionali sulla “Comunicazione non orale”. Durante tali conferenze venne presa la decisione di creare un’organizzazione esclusivamente dedicata a questo campo clinico e, nel 1983, professionisti di venticinque paesi del mondo diedero vita ad ISAAC.

Gli strumenti della CAA

Gli strumenti che consentono alle persone con disabilità verbali di esprimersi sono per lo più costituiti da codici iconografici. I codici creati negli ultimi anni sono numerosi e differiscono tra loro per la rappresentazione iconica, più o meno astratta. I simboli che li costituiscono possono essere posti su tabelle di comunicazione organizzate secondo un ordine categoriale: ciascuna tabella contiene i vocaboli e i relativi simboli che riguardano una specifica attività quotidiana (es. andare a scuola) o un evento particolare (es. festa di compleanno). I simboli della tabella indicano le persone, i posti, gli oggetti, le sensazioni, le azioni e altre parole chiave che la persona disabile può utilizzare in una circostanza specifica. Queste tabelle, spesso cartacee e molto utili in particolar modo ai bambini e alle bambine con BCC (bisogni comunicativi complessi), permettono all’utente di ritrovare il simbolo del concetto che intende comunicare e di indicarlo nel modo consentito dalle sue capacità motorie (con il dito, la mano a pugno, un caschetto con punteruolo posto sul capo o con lo sguardo, tramite una specifica codifica visiva). L’uso di queste tabelle a tema con i bambini e bambine è spesso preceduto dall’etichettatura, che consiste nel posizionamento di simboli all’interno di un ambiente organizzato. Il simbolo viene applicato direttamente sull’oggetto che denomina o all’esterno di contenitori (scatole, armadi, cassetti) per indicarne il contenuto: in questo modo il bambino o la bambina si abitua a usare i simboli e ha la possibilità, indicando il simbolo che gli interessa, di fare richieste ed effettuare scelte. Infine, i sistemi simbolici possono essere informatizzati, combinando forma grafica e forma sonora per potenziare il loro utilizzo. 

I codici simbolici

Tra i codici alternativi più diffusi, i primi a essere utilizzati nell’ambito della disabilità verbale sono stati i simboli Bliss, ispirati alla scrittura ideografica cinese. Questo codice è formato da circa 3000 simboli che si basano sul significato e non sulla fonetica. Sono strutturati su un vocabolario standard che permette l’utilizzo dei modificatori (plurale, tempi verbali). Questa grande capacità espressiva, tuttavia, determina una maggiore complessità nell’apprendimento. Altri codici alternativi ampiamente utilizzati sono i Picture Communication Symbols o PCS, che hanno come punto di forza la trasparenza della grafica e una buona identificazione diretta, nonostante qualche stilizzazione, e i Widgit Literacy Symbols o WLS, sistema che si pone a livello intermedio tra Bliss e PCS: pur conservando una buona trasparenza, questo sistema presenta una ricchezza semantica e sintattica vicina a quella dei simboli Bliss. Un altro codice molto diffuso è il sistema simbolico Picto, un insieme di simboli stilizzati ed essenziali di colore bianco su fondo nero. La combinazione di questi codici ad ausili tecnologici può essere di fondamentale importanza. Esistono, infatti, versioni informatizzate dei codici, software specifici per facilitare l’apprendimento linguistico e strumenti elettronici che consentono modalità comunicative prestrutturate, come i comunicatori simbolici che consentono l’uso di frasi già programmate: i dispositivi per la comunicazione con emissione di voce o VOCA (Vocal Output Communication Aids) sono dispositivi elettronici portatili che permettono di registrare messaggi vocali, collegati a specifici simboli.